10/06/2016 4.00

Dai Adelchi, forse è la volta buona

Chiunque ami il tennis sta facendo una preghiera. Sta chiedendo alla schiena di Adelchi Virgili di lasciarlo in pace. 26 anni compiuti lo scorso 10 marzo, il toscano non è mai stato vicino a raggiungere il suo potenziale a causa di infortuni e sfortune che lo hanno “massacrato”: non solo i malanni alla schiena, ma anche il rischio di cecità all'occhio destro dopo essersi preso una pallata. Ma lui non ha mai mollato, neanche nei momenti peggiori. “Il mio rapporto col tennis è qualcosa di viscerale, quasi carnale...il tennis ti regala una libertà artistica che ti permette di esprimere la tua fantasia. E pensare che a me sarebbe piaciuto studiare giurisprudenza e fare l'avvocato”. Ma l'amore per il tennis ha sempre avuto la meglio. Allenato dal padre, è capace di esprimere un tennis allo stesso tempo spettacolare ed efficace. 

Ma il suo fisico di cristallo lo ha costretto a tanti, troppi stop. Per adesso, la settimana al Trofeo Banca Popolare di Bergamo – Memorial Mauro Capponi sta regalando il miglior Virgili. La sua fluidità nei gesti, la capacità di spingere con tutti i fondamentali non ha niente a che vedere con i tornei Futures, dove pure orbitano fior di professionisti. Lui potrebbe stare molto più in alto e lo ha dimostrato in un venerdì finalmente baciato dal sole, dopo che la pioggia aveva condizionato quasi tutta la settimana. In mattinata ha chiuso l'impegno contro il brasiliano Orlando Luz, dopodiché si è preso la finale battendo Riccardo Bellotti in un derby tutto azzurro, chiuso con un doppio 6-4.

Giusto per chiarire, l'italo-austriaco (è nato a Vienna nel 1991) lo precede di 344 posizioni nel ranking ATP (374 contro 718). Ma la differenza non si è vista. Se Virgili può pensare al suo tennis senza retropensieri amari, beh, fa paura. Gli è bastato intascare un break per set per prendersi la prima finale stagionale, la terza in carriera dopo quelle giocate nel 2014 a Rodez e lo scorso dicembre ad Antalya. In un'affascinante finale Italia-Brasile se la vedrà con il brasiliano Joao Pedro Sorgi, bravo a vincere un match complicato contro l'australiano Maverick Banes, numero 2 del tabellone. Per il primo set, Sorgi ha continuato a spingere ed è emerso al dodicesimo game del set decisivo. In attesa della finale del singolare (in programma sabato alle 15, diretta streaming su www.youtennis.tv) l'Italia gioisce per il successo di Matteo Volante in doppio. Facendo coppia con il tedesco Jakob Sude ha vinto due match in un giorno, superando in finale il duo sudamericano Sorgi-Martinez. 

Grazie al sole, ha fatto capolino al TC Città dei Mille un ottimo pubblico. La speranza è che il sole splenda anche per la finale: il team degli organizzatori, guidato da Silvana Carrara, lo merita tutto. Una finale sotto l'acqua (Giannessi-Naso dell'anno scorso) ci sembra sufficiente...